Per anni, molti credono di aver “guadagnato” una buona salute attraverso la dedizione: esercizio fisico costante, diete rigide e uno stile di vita disciplinato. Ma a volte, anche l’approccio più meticoloso al benessere non può prevenire sfide inaspettate per la salute. Ciò divenne chiaro quando una donna, un’atleta impegnata sulla trentina, ricevette una diagnosi sorprendente: osteopenia, il precursore dell’osteoporosi.
Questa condizione, spesso associata agli anziani, evidenzia una lacuna critica nella comprensione di come i cambiamenti ormonali, in particolare durante la perimenopausa, possano influire sulla densità ossea, anche in coloro che appaiono perfettamente sani.
La diagnosi inaspettata
A 38 anni, dopo anni di alimentazione vegana e vegetale e allenamento intensivo (triathlon, tennis), l’individuo ha iniziato a sperimentare la “spalla congelata”, una condizione dolorosa e limitante in cui l’articolazione della spalla diventa rigida. Le ipotesi iniziali indicavano un uso eccessivo. Tuttavia, una scansione diagnostica ha rivelato la realtà: una significativa perdita di densità ossea.
L’osteopenia non è solo un segno di invecchiamento; è un segnale d’allarme. La causa sottostante sono probabilmente i cambiamenti ormonali nella perimenopausa, che possono iniziare già alla fine degli anni ’30. Il calo dei livelli di estrogeni ha un impatto diretto sulla salute delle ossa, accelerando la perdita di densità e riducendo la flessibilità articolare.
Questa diagnosi ha messo in discussione la narrativa secondo cui solo il rigoroso fitness garantisce la resistenza ossea per tutta la vita. Ha sollevato una domanda fondamentale: quali altri cambiamenti sistemici potrebbero verificarsi sotto la superficie, anche in coloro che sembrano fisicamente invincibili?
I rischi di ignorare la perdita ossea
La gravità dell’osteopenia non trattata non è solo una questione di disagio. La metà delle donne sopra i 50 anni subirà una frattura correlata all’osteoporosi. Non si tratta di lesioni minori; le sole fratture dell’anca comportano un rischio di mortalità del 20% entro il primo anno e spesso portano a disabilità a lungo termine. Questa donna stava sperimentando l’inizio di questo declino più di un decennio prima della maggior parte delle persone, rendendo essenziale un’azione proattiva.
Le risposte mediche tradizionali spesso includono i bifosfonati, ma l’individuo cerca prima soluzioni basate sullo stile di vita. Ciò ha portato a una ricerca approfondita sulla salute delle ossa, alla consulenza di esperti e, in definitiva, a un cambiamento nell’approccio.
Ricostruire la densità ossea attraverso lo stile di vita
La chiave per invertire la perdita ossea sta nel comprendere che le ossa sono tessuti viventi che rispondono allo stress.
- Esercizio con carico: L’allenamento della forza, in particolare i movimenti composti (squat, stacchi, presse sopra la testa), sottopone lo scheletro a stress meccanico, segnalando al corpo di costruire ossa.
- Rucking: Camminare con un giubbotto o uno zaino zavorrato fornisce uno stress costante e misurabile che incoraggia la crescita delle ossa.
- Cambiamenti nella dieta: L’individuo è passato da una dieta vegana rigorosa a una dieta pescataria, garantendo un adeguato apporto proteico (fondamentale per la formazione della matrice ossea) e calcio biodisponibile (da pesce, verdure a foglia verde e latticini).
- Supplemento: Garantire una quantità sufficiente di vitamina D, vitamina K2 e magnesio è essenziale per una salute ottimale delle ossa.
Il gioco lungo: coerenza piuttosto che intensità
La conclusione più importante è che la salute delle ossa è un investimento a lungo termine. Non ci sono soluzioni rapide. Uno sforzo costante – almeno tre sessioni di allenamento per la forza a settimana, esercizi regolari e una dieta ricca di nutrienti – è ciò che guida il vero cambiamento.
Dopo quattro anni di questo approccio, una scansione DEXA ha mostrato un aumento di quasi il 3% della densità ossea. Sebbene non sia ancora fuori dal range dell’osteopenia, ciò dimostra che gli aggiustamenti proattivi dello stile di vita possono migliorare significativamente la salute delle ossa.
La lezione più grande appresa? Non aspettare una diagnosi per dare priorità alla salute delle ossa. L’allenamento della forza, gli esercizi di impatto e la corretta alimentazione dovrebbero essere integrati nelle routine fin dai primi anni di vita per costruire una solida base scheletrica. Il declino non deve essere inevitabile; può essere ritardato, persino invertito, con uno sforzo costante.


















